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giovedì 13 agosto 2015

Okiku Ningyo-la bambola del diavolo


Una bambola in porcellana, di circa 40 cm di altezza e con gli occhi neri scintillanti venne acquistata nel 1918 come un ricordo da Eikichi Suzuki durante una gita a Sapporo per la sua sorellina Okiku di due anni che amava molto le bambole.



La bimba adorò quella bambola e giocava con lei ogni giorno, chiamandola addirittura col proprio nome, Okiku, ma purtroppo il 24 gennaio 1919 all'età di 3 anni la bambina morì improvvisamente a causa di una malattia. I familiari decisero di seppellire la bambola assieme alla piccola, ma dopo il funerale e la tumulazione si accorsero di non averla messa. Allora la collocarono nell'altare di famiglia (altare buddista), dove mattina e sera pregavano in memoria della bambina. E col tempo si accorsero che i capelli neri della bambola crescevano sempre di più, fino alle ginocchia! Allora provarono a tagliarli e dopo qualche tempo i capelli ri-crebbero. Allora credettero che lo spirito della bambina si fosse rifugiato nella bambola.

Passarono gli anni e a causa della guerra,il 16 agosto 1938 la famiglia fu costretta a trasferirsi,ed anche suo fratello Eikichi andò come militare a Karafuto e non sapendo cosa fare della bambola che aveva i capelli all'altezza del mento l'affidarono ai sacerdoti del tempio Mannenji ,nell'isola di Hokkaido che si trova a nord-est di Sapporo,dove è rimasta da allora.
Dopo la guerra,Eikichi tornò al tempio di Mannenji per una cerimonia funebre e notò che il caschetto di capelli era diventato nel tempo ancora più lungo.

Da allora il taglio dei capelli avviene ogni anno con una speciale cerimonia e secondo i sacerdoti del tempio,anche se tagliati periodicamente,continuano a crescere fino a circa 25 centimetri di lunghezza,fino alle ginocchia.

E tutt'oggi, nonostante i capelli furono esaminati da un ricercatore giapponese che accertò con il test medico-legale che trattasi di capelli veri, nessuno è in grado di spiegare completamente il perché della crescita continua. Da vent'anni inoltre questa bambola è come se avesse cambiato volto come le labbra leggermente socchiuse e sorridenti.

Ancora oggi la bambola Okiku, chiamata così dai genitori della piccola, è conservata nel tempio di Mannenji nella città di Iwamizawa (prefettura di Hokkaido) e non viene più mostrata al pubblico.

Come possono crescere in continuazione i capelli in un'oggetto inanimato? Secondo una teoria popolare la maggior parte delle bambole di quel periodo erano state effettivamente realizzate con capelli umani,che venivano inseriti ed incollati attraverso fori praticati nello "scalpo",così si è ipotizzato che la temperatura caldo-umida all'interno del tempio,abbia sciolto nel corso del tempo la colla,che grazie a qualche sconosciuta reazione chimica ha favorito la "crescita" dei capelli.

C'è anche una canzone "Okiku Ningyo" cantata dalla thrash metal band giapponese Sabbat,che si traduce "Okiku, la bambola del diavolo". Un pò per questo motivo la bambola viene chiamata "Okiku la bambola del diavolo", ma sarà soltanto folklore locale. Oppure si tratti di una versione giapponese tradizionale di Annabelle?



Terribly her eyes are blacker than all, dress bleeds
With red sorrow
The opened way from ground, eternally her
black hair that grows
Okiku doll of the devil

Questo è il ritornello di Okiku ningyo- the doll of the devil dei Sabbat dell’album karisma (1999). 

martedì 11 agosto 2015

Hyakki Yagyō - Parata dei cento demoni!

Se in durante una notte d’estate notate una processione di lanterne lungo la strada, attenti, potreste stare assistendo alla Hyakki Yagyō o parata dei cento demoni!

Secondo la leggenda molto tempo fa intorno al tempio Fushimi Inari Taisha a Kyoto esisteva un altro antico tempio, lo Shozenji, dove nemmeno i monaci osavano restare per l'infestazioni dei fantasmi. Questo perché si narrava che molto tempo fa (periodo antecedente a questa leggenda, quindi parecchio tempo), dei ladri in cerca di oro sterminarono un'intera confraternita di monaci in quel luogo.

Un anno un prete pellegrino diretto al tempio di Kyoto decise di sostare a Shozenji per ripararsi dal freddo e per riposare, ignaro delle dicerie che aleggiavano riguardo a quel posto. Trovò riparo in una delle piccole stanze e dopo aver consumato il suo pasto a baso di riso e recitato le preghiere decise di prendere il sonno. Ma nonostante la stanchezza il freddo gli impedì di dormire e giunta la mezzanotte sentì dei rumori provenire dall'edificio centrale. Andò verso il luogo da dove provenivano i rumori e scorse una strana parata di spiriti danzanti, cantanti, che lottavano fra loro e ridevano. Il prete, visto il clima gioioso, cercò di avvicinarsi loro per poi fuggire quando si manifestarono demoni e spiriti malevoli e cattivi. Il giorno dopo ripartì in fretta e raccontò cosa aveva visto, tramandando la storia di bocca in bocca.



Suuhi_NurarihyonOgni anno, lo spirito chiamato Nurarihyon, raduna oltre un centinaio di spiriti malevoli e non, provenienti da tutto il Giappone per sfilare in una parata, durante le notti d’estate. Nurarihyon è uno yokai con le sembianze di anziano uomo con la testa priva di capelli ed enorme rispetto al corpo. E’ facilmente scambiabile per una persona normale ma, non fatevi ingannare da ciò che sembra. E’ difatti il leader della Hyakki Yagyō.

Si dice che, chiunque si trovi ad assistere alla parata o, peggio ancora, ad attraversarla, morirà o sparirà nel nulla. Esistono due modi per evitare ciò: avere con sè una preghiere su pergamena scritte dalle mani di un monaco oppure nel caso in cui, la parata si svolga nei dintorni della propria casa, il rimedio è quello di chiudervi dentro e recitare:

カタシハヤ, エカセニクリニ, タメルサケ, テエヒ, アシエヒ, ワレシコニケリ
KATASHIHAYA, EKASENIKURINI, TAMERUSAKE, TEEHI, ASHIEHI, WARESHIKONIKERI



Il Gazu Hyakki Yagyo  è la raccolta illustrata dei “partecipanti” alla parata notturna dei cento demoni, cioè, proprio i cento demoni. Scritto da Toriyama Sekien e pubblicato nel 1776.

In questa raccolta, vengono presi in esame demoni, spiriti, fantasmi e mostri facenti parte del folklore giapponese con descrizioni, immagini e comportamenti. Questo testo, divenne estremamente importante poichè arrivando ai giorni nostri molti racconti e descrizioni hanno preso proprio spunto da lì.

Vediamoli insieme:


KODAMA

KODAMA
Illustrazione di Toriyama Sekien 
Il significato di kodama s'è modificato nei secoli: inizialmente era un kami (divinità della natura) legato agli alberi, capace secondo alcuni di spostarsi da un albero all'altro, ma anche un suono, visto che si pensava che si divertissero ad imitare le voci umane nelle foreste, creando echi;  poiché il kodama possiede poteri sovrannaturali, abbattere un albero ritenuto dimora di un kodama è considerato fonte di sventura, pertanto i giapponesi usano marcare i tronchi di quegli alberi con una corda sacra detta Shimenawa, mentre vedere un kodama è reputato un buon auspicio perché significa che il luogo è vitale e pieno di energia positiva.
Un kodama così come è stato immaginato da
Hayao Miyazaki nel film Princess Mononoke

Intorno al periodo Edo, i kodama persero il loro rango di dei della foresta e sono stati inclusi tra gli yokai, spiriti onnipresenti nella tradizione giapponese; il kodama venne umanizzato, tant'è vero che ci sono storie riguardanti kodama che prendono forma umana per sposare la loro amata.










TENGU

I Tengu a volte sono considerati kami e a volte yōkai. Sono spesso associati ad altre creature fantastiche, gli oni.Appare sotto diverse forme il Tengu, spesso però come demone simile ad un uccello con un lungo naso di colore rosso. Nelle storie è un personaggio quasi spiritoso, facilmente ingannabile dalla natura dell’uomo. In passato veniva descritto come un essere vanitoso e arrogante. Esistono davvero miriadi di storie riguardo questo spirito.











YAMABIKO

yamabiko
E' uno spirito della montagna. Con "Yamabiko" viene indicato il 
fenomeno dell'eco ritardato, si crede che sia la risposta dello spirito. Oppure questa anomalia viene identificata anche come "Kodama", la voce dello spirito degli alberi.















YAMAUBA

UBAYama-uba ha le sembianze di una mostruosa strega, con lunghi capelli spettinati e un kimono sporco e stracciato, che si nutre di carne umana. In una storia si narra di una madre incinta che, sulla strada per il suo villaggio, si trovò costretta a dare alla luce il figlio in una vecchia capanna sulle montagne, assistita da un'anziana donna del luogo che soltanto dopo scoprirà essere Yama-uba, la quale divorerà il piccolo appena nato. Secondo altre leggende Yama-uba viene descritta come una futakuchi-onna, ovvero una donna con una bocca sulla nuca nascosta dai capelli, oppure come una donna maledetta che ha come unica debolezza un fiore segreto che contiene la sua anima.







INUGAMI

INUGAMI
 Gli inugami sono una classe di shikigami (spiriti servitori, come i famigli per le streghe) dall'aspetto di un cane, generati generalmente con scopi di vendetta o come guardiani. Una volta generati, però, gli inugami sono esseri completamente indipendenti e possono rivoltarsi contro il loro possessore o usare i loro poteri per scopi diversi da quelli previsti. Sono inoltre capaci di possessione demoniaca.











NEKOMATA

NEKOSpirito con sembianze di gatto con la coda biforcuta, utilizzata come arma lo trasforma in un essere sopranaturale estremamente pericoloso.
Si racconta che secoli fa, nella casa di un samurai dell'Echigo di punto in bianco cominciarono a verificarsi inspiegabili fenomeni notturni: una strana fiammella vagava a qualche centimetro dal pavimento e fuggiva verso gli alberi dei vicini quando si cercava di prenderla, il filatoio prendeva a girare da solo, oggetti venivano trovati lontano da dove erano stati lasciati...
Un giorno il padrone di casa, che non si era lasciato impressionare da nessuna di quelle stranezze, notò un grosso gatto rossiccio che, comodamente appollaiato sul grande albero in giardino, si guardava intorno con circospezione. Convintosi che esso fosse in qualche modo collegato a quanto accadeva la notte in casa sua, decise di porre fine al tutto prendendo il proprio arco e scagliando una freccia contro l'animale. Il colpo fu preciso e per l'animale, nonostante qualche frenetico tentativo di liberarsi del dardo, non ci furono speranze. Accorso ad esaminare il corpo del gatto, il samurai notò che aveva dimensioni enormi, forse raggiungeva il metro e mezzo di lunghezza, ma soprattutto aveva due code.
Fatto sta che da quel giorno nella casa del samurai non si verificò più nulla di anomalo.


KAPPA

KAPPA
Chiamato anche Kawataro, ha le dimensioni di un bambino con la pelle squamata come un rettile ed è molto simile ad una tartaruga. Infesta spesso le zone acquitrinose.















TANUKI

TANUKIIl Tanuki è rappresentato come un cane-procione. I tanuki sono parte della mitologia del Giappone sin da tempi antichi; si ritiene che siano maliziosi e scherzosi, maestri del travestimento e mutaforma, ma in qualche modo ingenui e distratti.

L'attuale divertente immagine del tanuki si è probabilmente sviluppata durante l'epoca Kamakura. Il tanuki selvatico ha testicoli insolitamente grandi e con una pancia molto grande.
Durante le epoche Kamakura e Muromachi, alcune storie cominciarono a parlare di tanuki più sinistri: si parla di un tanuki che picchia a morte una vecchia e la serve a tavola al marito inconsapevole come "zuppa di vecchia". Altre storie parlano di tanuki come indifesi e produttivi membri della società. Diversi templi hanno storie di sacerdoti che erano in realtà tanuki travestiti. Secondo alcune tradizioni i tanuki sono incarnazioni degli oggetti usati per più di cento anni.


JOROGUMO

JORO3
Jorogumo dalle sembianze di un ragno, spesso camuffato da giovane donna. La leggenda nacque nel Periodo Edo, secondo cui una donna bellissima cominciò a suonare una biwa (strumento a corde, simile ad un liuto, giapponese) e irretì l’uomo davanti a ella. Egli infatti, rimase incantato dalla piacevolezza del suono prodotto e non si accorse che nel frattempo, la donna, lo stava immobilizzando con la propria tela, così da usarlo come prossimo pasto.



mercoledì 29 luglio 2015

Leggende metropolitane giapponesi!

Le toshi densetsu sono le leggende metropolitane giapponesi, riguardanti più che altro creature paranormali e dei loro attacchi. Vediamone alcune!
Passeggero fatale.
Questa leggenda racconta di un taxista che guidando di notte nota un passeggero che chiede di salire. Egli si siede sui sedili posteriori e chiede di essere portato in un luogo di cui il taxista non ha mai sentito parlare. Quando chiede informazioni al passeggero, quest’ultimo gli fornsce indicazioni sempre più complesse fino a portarlo in vicoli e strade sconosciuti di campagna. Dopo aver percorso questa distanza il conducente incomincia a sentirsi a disagio. Si gira verso il sedile posteriore per chiedere al passeggero il luogo esatto in cui si trovano, ma a quel punto si accorge che egli è svanito nel nulla. Il tassista si rigira verso il volante giusto in tempo per rendersi conto che la sua vettura sta precipitando dal bordo di un precipizio.


Gozu
Gozu (traducibile come "testa di bue"), è una leggenda metropolitana giapponese che si ritiene così orribile al punto che le persone che la leggono, la ascoltano o ne sentono parlare vengono sopraffatte da una paura così grande da tremare violentemente per giorni e giorni fino alla morte! Una variante parla di un insegnante che racconta la storia ai suoi alunni in un momento di noia, con la conseguenza di renderli catatonici e far perdere loro la memoria. Altre varianti includono il dettaglio che nessuno è in grado di raccontare la storia dal momento che si muore dopo averla sentita. 


Kokkuri-san
Kokkuri è una versione giapponese della tavola ouija, che divenne popolare durante l'era Meiji. Invece di utilizzare la tavoletta già provvista di lettere e planchette, i giocatori scrivono i caratteri hiragana su un foglio ponendo le dita su una moneta, prima di porgere a Kokkuri-san una domanda. Questo è un gioco molto popolare nei licei e ovviamente molte voci e leggende lo circondano. Alcune dicono che Kokkuri-san sia in grado di dire ai giocatori la data della loro morte, mentre altri dicono che si può anche non chiedere nulla, ma è necessario finire il gioco in modo corretto: salutando Kokkuri-san prima di lasciare il tavolo, disfandosi degli oggetti utilizzati per il gioco entro un certo limite di tempo, come ad esempio spendere la moneta o esaurire l’inchiostro della penna utilizzata per scrivere gli hiragana. In caso contrario, i giocatori andranno incontro a disgrazie o perfino alla morte.



Kuchisake-onna
Secondo una leggenda, centinaia di anni fa (alcune versioni dicono nel periodo Heian) viveva una giovane donna, moglie o concubina di un samurai, che sembra fosse molto bella e molto vanitosa e che si dice tradisse il marito. Il samurai, che era estremamente geloso, in un impeto d'ira colpì la donna con la propria katana, aprendole la bocca da orecchio a orecchio e gridando: «Chi dirà che sei bella adesso?!»
Ora, secondo la leggenda, coloro che camminano da soli la notte rischiano di imbattersi nella Kuchisake-onna, una donna dalla bocca completamente squarciata da orecchio a orecchio. Ella ha l’abitudine di nascondersi il viso con una mascherina (fatto comune per i giapponesi, che la utilizzano per proteggere gli altri da possibili contagi da raffreddore o influenza), chiedendo a colui che incontra: «Sono bella?». Se la persona risponde no, viene uccisa con delle forbici che Kuchisake porta sempre con sé, se risponde sì, la donna si toglie la mascherina mostrando il viso sfigurato e riproponendo la domanda. In questo caso non c’è scampo, se si risponde no si viene uccisi, se si risponde sì si subisce la sua stessa mutilazione alla bocca. Un modo per sfuggire a Kuchisake sarebbe quello di rispondere “sei così così” mettendola in confusione, o lanciarle della frutta e scappare mentre lei se ne nutre.


Nell'estate del 54º anno del periodo Showa (1979) si diffuse in tutto il Giappone una serie di voci incontrollate su una rediviva kuchisake-onna. Sembra infatti che, in quei giorni, una donna con la faccia coperta da una mascherina si aggirasse nei sobborghi bui delle città. Fermato un passante (in genere bambini delle elementari o studenti universitari) gli domandava «Pensi che io sia bella?».
Queste voci fecero grande presa tra la gente e causarono qualche problema d'ordine sociale perché molti bambini, terrorizzati, non volevano più andare a scuola.


Teke-Teke
Teke-teke è una leggenda  riguardante una ragazza che saltò o cadde sopra i binari e fu tagliata a metà dal treno in arrivo. La storia narra di un ragazzo che andando via da scuola, sentì un rumore alle sue spalle. Voltandosi vide una bella ragazza affacciata ad una finestra. La giovane aveva le braccia posate sul davanzale, e lo fissava. Accortasi di essere osservata, la ragazza sorrise e strinse le braccia intorno al corpo. All'improvviso, cadde dalla finestra e atterrò sul suolo. Il ragazzo si rese conto, con orrore, che la ragazza era priva della parte inferiore del corpo. La ragazza iniziò ad avvicinarsi, correndo sui gomiti e producendo un rumore simile ad un teke-teke-teke. Il ragazzo provò a camminare, ma paralizzato dalla paura non si mosse. In pochi secondi, lei fu sopra di lui, estrasse una falce e lo tagliò a metà, rendendolo come lei. Si dice che i malcapitati che vengano uccisi in questo modo diventino teke-teke a loro volta.

Toire no Hanako-san
Come nella maggior parte delle leggende giapponesi, anche la leggenda di Hanako-san ha a che fare con i bagni delle scuole nipponiche. Hanako-san di solito sta chiusa nella terza cabina del bagno del terzo piano, anche se il suo nascondiglio può cambiare da scuola a scuola. Si tratta principalmente di una ragazza-fantasma che passa il suo tempo a terrorizzare chiunque tenti di interagire con lei o che abbia il coraggio di disturbarla. Si può richiamare la sua attenzione bussando per tre volte alla porta, chiamando il suo nome e facendole una domanda. Spesso le viene chiesto: «Sei lì, Hanako-san?». Se Hanako-san è in quel bagno, allora si udirà una debole voce rispondere: «Sì, sono qui». E chiunque si azzardi, spinto da curiosità, ad aprire la porta per vederla, vedrà una ragazzina vestita di rosso che vi saluta, trascinandovi dentro il bagno. Tuttavia sembra essere per lo più innocua se ci si tiene alla larga dalla cabina in cui si è rinchiusa.

venerdì 24 luglio 2015

Luoghi Infestati!

Abbiamo parlato la volta scorsa degli Yurei, essi tendono a rimanere nel posto in cui il corpo è deceduto, rendendo quel luogo infestato. Questo succede in genere tra le 2 e le 3 di notte, tempo in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti è più sottile, un pò come la mezzanotte per noi!
Ho fatto ricerche su svariati posti infestati e inquietanti presenti in Giappone...pronti per il tour dell'orrore? 

La residenza Himuro!
E' situata appena oltre la città di Tokyo e viene definita uno dei luoghi più infestati del Giappone!
Si dice che il palazzo abbia assistito ad uno degli omicidi più raccapriccianti. La famiglia Himuro partecipava ad uno strano rituale scintoista "Il Rituale dello Strangolamento" che serviva per sigillare il cattivo karma all'interno della terra, ogni mezzo secolo. Si diceva che il karma cattivo emergesse a dicembre ( o semplicemente a fine anno) e perciò veniva scelta una fanciulla dal padrone di casa al momento della nascita e veniva fatta rinchiudere, in modo da non farle avere alcun contatto con il mondo esterno, per evitare che venisse contaminata fino al momento del rituale.

Il giorno del il Rituale dello Strangolamento, la fanciulla veniva legata da corde sulle caviglie, polsi e collo. Le corde erano legate a loro volta a buoi o cavalli per strappare le membra dal corpo della ragazza. La famiglia Himuro credeva che con questo sacrificio il male sarebbe stato cacciato per un altro mezzo secolo, fino a quando il rituale doveva essere ripetuto.
Nel corso dell'ultimo Rituale, si dice che la fanciulla si fosse innamorata di un uomo che cercò di salvarla dalla morte. Questo "legame", aveva contaminato il suo spirito e rovinato del tutto il rituale. Dopo aver appreso che la fanciulla era innamorata, nel timore di quello che presto sarebbe accaduto, il maestro prese la spada e assassinò brutalmente tutti i membri della sua famiglia, dopodichè si lasciò cadere sulla sua stessa lama.
La leggenda locale vuole che le anime della famiglia assassinata vagano nella villa per tentare di ripetere il rituale fallito con chiunque entra nell'edificio abbandonato. Sono stati visti comparire schizzi di sangue sulle pareti della casa, come se la lama di una spada avesse da poco tagliato la carne. Molti hanno riferito di aver visto spiriti e apparizioni vestiti completamente di bianco, lavare panni e preparare il terreno per il rituale.



Akasaka Mansion
In Giappone sono popolari le magioni in cui si affittano stanze per studenti e turisti. Una di queste pare sia anche popolata da spettri e da strani fenomeni inspiegabili.
SUZUKI_Swift_ShortArticles_2012_AUG_stregati_04a.jpgEsiste una magione a Tokyo che a detta dei vari ospiti pare sia infestata. Si tratta di Akasaka Mansion, una struttura storica che ospita migliaia di turisti e studenti. Gli ospiti spesso riferiscono di vedere spettri ai piedi del letto, fermi a fissarli. Più frequenti sono i repentini abbassamenti della temperatura nelle stanze e di nebbioline bianche fluttunati che entrano dai condotti d'aria o dall'impianto di aereazione dei locali. C'è chi racconta di essersi sentito accarezzare la testa mentre stava dormendo ed una signora ha testimoniato di essere stata trascinata dal letto fino al lato opposto della stanza, riportando graffi sulla schiena a testimonianza dell'accaduto.
Nonostante le numerose testimonianze, Akasaka Mansion continua ad affittare le proprie stanze ad ospiti spesso ignari di questa leggenda, che puntualmente, almeno uno su cinque, testimonia fatti insoliti.


Castello Himeji
E' stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1993. E’ il più grande dei 12 castelli feudali esistenti in Giappone, il più visitato dai turisti, il meglio conservato e il più interessante da un punto di vista costruttivo, perchè è un tipico esempio della cultura e dell’ingegno architettonico giapponese. Conosciuto anche come “castello dell’airone bianco”, per via della somiglianza delle mura bianche all’immagine di un airone che spicca il volo, il castello sorge su un’altura dominante la città. 
Pozzo di Okiku
Il fascino di questo vecchio castello ha fatto si che leggende, storie di fantasmi, aneddoti, fossero ambientate all’interno delle sue mura. Come per esempio la storia del fantasma di Okiku, una serva che per caso venne a scoprire che un dipendente del signore stava tramando per ucciderlo. Il complotto fu smascherato ma il cattivo riuscì a vendicarsi facendo incolpare la ragazza di aver rubato un prezioso piatto. Okiku fu torturata a morte e il suo corpo fu buttato in un pozzo, il pozzo di Okiku e , sentite un pò, da qui prende ispirazione il film di The Ring e molte delle altre storie incentrare su donne dai capelli lunghi e neri!



E dulcis in fundo, la Foresta del suicidio!
Aokigahara è una foresta che si trova alla base del monte Fuji, il celebre vulcano giapponese. La traduzione letterale di Aokigahara è "Il mare di alberi", sebbene abbia dimensioni limitate. Essa è caratterizzata da tante grotte vulcaniche di difficile accesso, inoltre è una foresta fitta e difficile da attraversare, scura e umida. La foresta tuttavia non è nota per il suo ecosistema ma bensì per il numero di suicidi che ogni anno avvengono nella zona. Si può stimare una media di 30 suicidi ogni anno on un picco nel 2007 in cui sono stati trovato 78 corpi. 

Sebbene i suicidi negli ultimi anni siano dovuti soprattutto alla crisi economica che ha decimato i posti di lavoro riducendo sull'astrico molte famiglie giapponesi, Aokigahara sembra essere da sempre il posto ideale per togliersi la vita: fin dal passato è stata circondata da un'aura di mistero, già dal XIX° secolo molti contadini poveri si addentravano nella foresta per commettere suicidio, allo scopo di lasciare la prole con più cibo ed incrementare la speranza di sopravvivere della famiglia.Dagli anni '50 oltre 500 uomini d'affari non hanno fatto ritorno dalla foresta. 
Ma perché proprio questa foresta?
Uno dei motivi sarebbe quello di morire ai piedi del Monte Fuji che è considerata sacra e popolata da divinità e probabilmente molte persone desiderano togliersi la vita in quel luogo nella speranza di far parte del mondo mistico della mitologia giapponese locale. Un'altra ragione sarebbe prevalentemente "tattica": la foresta è fitta ed intricata, il groviglio di alberi non lascerebbe sfuggire alcun suono, lasciando i suicidi liberi di togliersi la vita senza che nessuno possa correre in loro aiuto.

Il record di suicidi di Aokigahara è secondo al triste primato del Golden Gate Bridge di San Francisco. Ed è proprio per questo numero di morti che si dice che Aokigahara sia popolata da spettri malvagi ed anime di defunti. Infatti, questa foresta, è considerata una dei luoghi più infestati del Giappone. Una marea di spiritisti hanno visitato la foresta, affermando che all'interno di essa si possa percepire un'energia malvagia, per l'accumulo di sofferenza nel corso dei secoli. Questa energia malvagia spingerebbe molte persone a togliersi la vita, benché alcune siano entrane nella foresta senza alcun intento suicida.

C'è chi sostiene inoltre che, in realtà, alcuni dei suicidi non sarebbero tali: ci sarebbe un giacimento di ferro sotterraneo in grado di far impazzire una bussola e molte persone si sarebbero perse nella foresta proprio per questo motivo, non trovando più la via d'uscita e rimanendo intrappolate all'interno del groviglio di cespugli fino a morire.
Si possono avvistare inoltre dei cartelli appesi agli alberi che avvertono "La tua vita è un dono prezioso per i tuoi genitori" o "Per favore, consulti la polizia prima di decidere di morire!".
Gli abitanti locali dicono di saper riconoscere ormai a colpo d'occhio tre tipi di persone: escursionisti in cerca di percorsi per il trekking sul Monte Fuji, persone con il gusto del macabro e spiritisti, oppure anime in pena che non hanno intenzione di fare ritorno. Nel terzo caso, la popolazione avverte immediatamente la centrale di polizia locale che inizia le ricerche. 

Ogni anno, dal 1970, viene avviata la "ricerca annuale", momento in cui la polizia locale effettua un rastrellamento della foresta allo scopo di raccogliere i resti dei corpi. La procedura di recupero è semplice ma allo stesso tempo bizzarra: nel caso gli operai addetti al mantenimento della foresta avvistassero un cadavere, devono riportarlo alla stazione di polizia, dove verrà posto in una stanza utilizzata specificamente per le persone che hanno commesso suicidio; fatto questo, giocano a sasso-carta-forbice per decidere chi dovrà spendere la notte a sorvegliare il corpo, spesso in avanzo stato di decomposizione.
Perché questa sorveglianza ad un corpo morto?
Qui entra in gioco ancora la tradizione scintoista giapponese: se lasciato solo, lo "yurei" (fantasma) del corpo suicida potrebbe gridare per tutta la notte, e far muovere il corpo spostandolo dal deposito per riportarlo nella foresta.


venerdì 17 luglio 2015

Superstizioni Giapponesi!

郷に入ば郷に従え
[Gou ni ireba, gou ni shitagae]
Vale a dire, paese che vai usanze che trovi, o visto l’argomento di oggi, superstizioni che trovi!
In Italia, oggi venerdì 17 è considerata una giornata molto sfortunata, vediamo invece i numeri che in Giappone si pensa portino male!
Per esempio che il numero 4 四 il 9 九 sono numeri considerati sfortunati. Questo perché 4 si legge shi, e shi in Giappone vuol dire anche morte (死) mentre 9 si legge ku, che vuol dire anche dolore(苦). Uno dei numeri considerati più sfortunati è il 42 (Shi-ni), che rimanda sia a shini 死に morire, che shinin 死人 = cadavere. Per questo motivo, negli hotel spesso non troverete stanze col numero 42. Ma anche stanza col numero 4 e il numero 9 o addirittura un piano intero: in ascensore non c'è proprio il bottone per il quarto piano. (Ovviamente non per tutti è così.)


L’8 八 invece è un numero considerato fortunato, questo perché le due linee che formano il kanji si allargano sul fondo, in giapponese si dice 末広がり(suehirogari) in cui 末(sue) = fine,  広がり(hirogari) = allargarsi, e questo indica miglioramento, prosperità. Anche i numeri 7, 5, 3  (Shichi, go, san) 七五三, sono considerati fortunati, tanto che il 15 novembre viene celebrata la festa chiamata appunto Shichi-go-san, in cui i bambini di 3 e 5 anni, e le bambine di 3 e 7 anni vengono vestiti con i kimono e portati in visita al tempio. Ai bambini, inoltre, viene regalata una caramella lunga, bianca e rossa chiamata Chitose Ame(千歳飴), letteralmente “la caramella dei mille anni”, che simboleggia una crescita sana.
Ho trovato anche varie credenze e detti giapponesi molto simpatiche, ve ne scrivo alcune:
朝の蜘蛛は縁起がいいが夜の蜘蛛は殺すべし。

[Asa no kumo wa engi ga ii ga yoru no kumo wa korosu beshi]
Se di mattina vedi un ragno, non ucciderlo perché è di buon auspicio, mentre il ragno della sera porta male (quindi, fallo fuori senza pietà!).

霊柩車をみたら親指を隠す
[Reikyuusha wo mitara oyayubi wo kakusu]
Se vedi passare un carro funebre, nascondi i pollici (cioè chiudi le mani a pugno mettendo i pollici all’interno). Questo perché in giapponese pollice si dice oyayubi, cioè oya= genitori, yubi= dito, in questo modo si proteggono i genitori dalla morte.

猫が顔を洗うと雨がふる。
[Neko ga kao wo arauto ame ga furu]
Quando il gatto si lava la faccia, allora pioverà.

mucca食べてすぐ寝ると牛になる。
[Tabete sugu neru to ushi ni naru]
Se ti addormenti subito dopo aver mangiato, diventerai una mucca.


夜に口笛を吹くと蛇が出る。

[Yoru kuchibue wo fukuto hebi ga deru]
Non fischiare di notte, o verrà a farti visita un serpente.

くしゃみ誰かが噂をしている。
[Kushami dareka ga uwasa wo shiteiru]
Se starnutisci, vuol dire che qualcuno sta parlando di te. Nello specifico:
– 1回  →  だれかにほめられている (1 volta: qualcuno sta parlando bene di te)
– 2回  →  だれかに悪口を言われている (2 volte: qualcuno sta parlando male di te)
Altrimenti, si tratta di un normale raffreddore! 

Kitsune!



Kitsune vuol dire letteralmente "volpe" e nella mitologia giapponese appartiene agli youkai, ovvero alla categoria dei demoni. Esistono due tipi di volpi-demoni: la Volpe Rossa del Giappone (che vive sull’isola di Honshu) e la Volpe di Hokkaido (che vive sull’isola di Hokkaido appunto).


Nella mitologia giapponese si credeva da sempre che gli animali fossero esseri dotati di una grande intelligenza e potere. Le kitsune hanno la capacità di mutare in forma umana, assumendo l'aspetto di una giovane e bellissima donna, mai anziane.
Vengono loro attribuite anche altri poteri come quello di creare illusioni, sputare o appiccare incendi, trasformarsi in alberi o addirittura diventare una seconda luna; in molte raffigurazioni, la kitsune viene rappresentata mentre protegge una sfera (Hoshi no Tama o Sfera della Stella) dove racchiude parte del suo potere quando si trasforma in umana: si dice infatti che se qualcuno riuscisse a rubargliela, allora avrà la piena obbedienza da parte della volpe-demone, perché oggetto importantissimo.

L'elemento fisico che caratterizza una kitsune è la coda, che può possederne anche più di una in base all'età e alla potenza. Quando la kitsune arriva a possedere nove code, allora il suo pelo muterà in argenyo, oro o bianco e prende il nome di Kyuubi no Kitsune (Volpe a Nove Code). Non vi ricorda qualcosa?

La storia della parola Kitsune? 
La storia parla di una volpe sotto le sembianze di una bellissima donna che si innamora di un umano. Con lui si sposò ed ebbe dei figli, passando molti anni insieme. Giunse però il giorno in cui fu costretta a rivelare la sua identità, quando viene spaventata da un cane e si trasformò nella sua reale forma volpina (le volpi hanno paura dei cani e dei lupi). Ormai la notizia si diffuse in tutto il villaggio perciò era costretta a lasciare la propria casa, ma il marito la fermò dicendo che nonostante tutto avevano vissuto momenti bellissimi insieme e le chiese di rimanere al suo fianco, anche per i figli. Non potendo più mostrarsi in casa, per via della gente, la volpe torna ogni notte con l’aspetto di donna e se ne va al mattino sotto le spoglie di volpe, per questo motivo che venne dato a queste creature il nome di Kitsune: Kitsu-Ne significa Viene e Dorme mentre Ki-Tsune significa Torna Sempre. Un’altra ipotesi che suggerisce l’origine di questa parola è legata ad un’onomatopea: Kitsu secondo i giapponesi è il verso delle volpi un pò come il miao del gatto o il bau del cane.



Curiosità?


I giapponesi usano chiamare Kitsune no Yomeiri una pioggia o temporale a ciel sereno in riferimento ad una leggenda che racconta di un matrimonio tra queste creature in momenti di pioggia. (dalle mie parti si usa dire "si è sposata la volpe" quando accade!)
Esiste inoltre un piatto della cucina giapponese chiamato Kitsune Udon, una varietà di Udon chiamata così per la quantità di tofu fritto contenuto nella zuppa: a quanto pare le volpi sono ghiotte di questo alimento.







Avete notato qualche somiglianza con qualche anime/manga/serie?


-Shippo: è un personaggio di Inuyasha 

  ed è un cucciolo di Kitsune.


-Kyubi no Youko o Volpe a Nove Code è una Kitsune imprigionata nel corpo di Naruto infatti è proprio perchè posseduto da una Demone Volpe che Naruto ha i baffi sul viso simili a quelli di una volpe!

-Teen Wolf, la nuova fidanzata di Scott è proprio una Kitsune con il potere dell'elettricità!



Un bacio!


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